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Diotima
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mwcqDiotima di Mantinea (in greco antico Διοτίμα?, Diotíma; Mantinea, V secolo a.C. – ...) è una figura magistrale e sapienziale di donna che Platone nel Simposio introduce come maestra di Socrate sul concetto dell'Eros.
Contents
• Note
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La maestra dell'Eros
Nel dialogo platonico, mwdgSocrate tratteggia la figura di Diotima come quella di una mwdwveggente o mweasacerdotessa che rese edotto, lui giovane, sulla mweqmwegfilosofia dell'Eros. Socrate aggiunge anche che Diotima riuscì a ottenere che gli Dei posponessero di dieci anni la pestilenza che avrebbe colpito mwewAtene.
Il mwfqmwfglogos pronunciato da Socrate durante il mwfwconvito in onore di mwgaAgatone, modellato sull'insegnamento di Diotima, prende le mosse da quanto detto immediatamente prima da mwgqAristofane, con la sua esposizione del mwggmito dell'mwgwandrogino, riguardante l'inadeguatezza e l'insufficienza che l'eros è in grado di svelare.
Natura dell'eros
L'insegnamento mwhgmaieutico di Diotima, come espresso dal discorso socratico, si focalizza sui profili mwhwteleologici dell'indagine conoscitiva circa la natura dell'mwiaeros.
mwigEros, infatti, non ha natura divina né mortale ma consiste in un'entità mwiwdemonicacite-ref-1[1], generata dall'unione di mwkaPòros (l'Espediente) e mwkqPenìa (la Povertà). Questa genesi accidentale simboleggia l'indole contraddittoria di Eros, nella cui natura convivono le tensioni che nascono dal bisogno e dalla mancanza (Penìa). Esse si compongono con la situazione di mwkgfelicità connessa all'aspirazione a conoscere la mwkwbellezza, una condizione, quest'ultima, destinata, però, a rimanere uno stato di felicità solo potenziale: infatti, il possesso della bellezza, precluso agli mwlaesseri umani, è prerogativa esclusiva della natura pienamente mwlqdivina; ma aspirare alla mwlgconoscenza, senza poterla possedere, è nella natura stessa della mwlwricerca filosofica e rivela il senso, nell'ottica del mwmasapere di non sapere, per cui l'eros, il cui oggetto è la mwmqsapienza, è da considerarsi mwmgfilosofo.
Teoria dell'eros
La teoria dell'eros di Diotima unifica e racchiude gli aspetti accidentali e accessori messi in luce dagli altri simposiasti e risolve la gerarchia delle diverse gradazioni ed espressioni che l'eros può assumere, riassumendola nell'mwngidea mwnwiperuranica della mwoabellezza in sé, eterna, sovrana, immutabile e intangibile al mwoqdivenire. L'aspirazione alla bellezza è il mwogfine stesso dell'mwowesistenza e della mwpafelicità che deriva dalla ricerca del mwpqbene. Il mwpgmwpwlogos socratico, e l'insegnamento di Diotima, giungono alle soglie della mwqamwqqkalokagathia e del percorso che conduce alla bellezza. Ma a questo punto del dialogo non rimane spazio per altro. Entra in scena la vita esterna, e il compassato mwqgconvito è destabilizzato dall'irrompere mwqwdionisiaco del mwramwrqkomos di mwrgAlcibiade. La discussione sul difficile percorso che conduce alla bellezza è solo rimandata e si compirà nel mwrwFedro.
Amore platonico
Qui è da ricordare la riflessione di chicite-ref-2[2], con fine annotazione, sottolinea come l'irruzione esterna dia lo spunto a Platone per l'esposizione della mwvwsua concezione di amore, servendosi delle parole e dell'agire scomposto dell'ebbro Alcibiade e grazie al ribaltamento del mwwarapporto omoerotico implicato dalla sua dichiarazione d'amore per mwwqSocrate: qui, infatti, la tensione erotica che si esprime proviene dall'mwwgeromenos (il giovane e bello) e si rivolge all'mwwwerastès (l'anziano e brutto), realizzando l'mwxaantitesi della norma convenzionale della mwxqpederastia greca, che vuole la tensione indirizzata in senso opposto. Ma se è permesso un simile rovesciamento delle convenzioni, è solo perché, a questo punto del mwxgdialogo, ci si trova immersi nell'ottica della perfetta intellettualizzazione del rapporto erotico: l'mwxwinvaghimento puramente intellettuale del giovane per il mwyaBello in sé.
La storicità di Diotima
Poiché la nostra unica fonte è mwywPlatone, non possiamo essere certi se si trattasse di un personaggio storico o invece di una creazione letteraria. Occorre tuttavia notare che i personaggi nominati nei dialoghi platonici hanno quasi sempre trovato una corrispondenza nella vita reale della società mwzaateniese del tempo.
Si è spesso ritenuto, da parte degli studiosi del XIX e XX secolo, che la figura di Diotima adombrasse in realtà quella di mwzgAspasia, dapprima concubina e poi moglie di mwzwPericle, tanto egli era colpito dall'intelligenza e dall'arguzia della donna mwaamilesia. La questione non è ancora del tutto risolta ma qualche studioso ha argomentato, in maniera convincente, la storicità della figura di Diotima.cite-ref-3[3]
Iconografia
La sua figura è forse riconoscibile in una scena da un rilievo frammentario conservato nel mwbwMuseo Archeologico Nazionale di Atene, databile alla seconda metà del mwcaV secolo a.C., nel quale è effigiata una sacerdotessa che procede verso sinistra, raffigurata di tre quarti, recando un oggetto nella mano sinistra (forse il mwcqfegato divinatorio)cite-ref-encart-ant-4-0[4]. Il bassorilievo è completamente mutilo della testa della donna, di parte del braccio destro, e di quasi tutto l'albero che chiude sulla sinistra la scena (una mwdgpalma)cite-ref-encart-ant-4-1[4].
Alcuni studiosi hanno proposto la sua identificazione in una figura femminile (più probabilmente Aspasia di Mileto) raffigurata in compagnia di Socrate, su un rilievo bronzeo conservato al mwfaMuseo Archeologico Nazionale di Napoli, qualora si interpreti come benda sacerdotale l'oggetto da lei recato in manocite-ref-encart-ant-4-2[4].
Calchi nominali e pseudonimi
La suggestione emanante da Diotima ha fatto sì che il suo nome, analogamente a quanto successo per quello di Aspasia, sia stato spesso usato come mwgwpseudonimo o attribuito a progetti artistici o filosofici, riviste, saggi, ecc.
• La scrittrice polacca mwhgJadwiga Łuszczewska (1834-1908) usò il mwhwnome d'arte Diotima (Deotyma).
• mwiqFriedrich Hölderlin usò il nome d'arte Diotima come pseudonimo dietro cui celare l'identità della scrittrice Susette Borkenstein Gontard (1769-1802), che lo aveva ispirato alla scrittura del romanzo mwiwmwjaHyperion. In quest'mwjqopera epistolare, l'mwjgIo narrante è Hyperion, un eroe che si batte per la libertà di una mwjwGrecia oppressa dalla mwkadominazione turca. Egli indirizza la sua corrispondenza agli amici Diotima e Bellarmin.
• mwkgLuigi Nono ne usò il nome come parte di un titolo in una delle sue più importanti composizioni, mwkwFragmente-Stille, an Diotima, per mwlaquartetto d'archi, includendovi citazioni tratte dalle lettere di Hyperion a Diotima, dell'opera di Hölderlin.
• Diotima è il soprannome dato da Ulrich a Hermine, una delle protagoniste femminili de mwlgmwlwL'uomo senza qualità di mwmaRobert Musil.
• In suo onore è stato chiamato con il suo nome l'mwmgasteroide mwmw423 Diotima, scoperto il 7 dicembre del 1896.
• Nel 1996 si è formato il mwnqQuatuor Diotima composto da musicisti laureatisi al mwngConservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Parigi. Il mwnwquartetto d'archi deve il suo nome sia a Friedrich Hölderlin che a Luigi Nono.
Note
cite-note-11. ↑ Ralph Wedgwood, mwpgDiotima's Eudaemonism: Intrinsic Value and Rational Motivation in Plato's Symposium, Phronesis, Vol. 54, No. 4/5 (2009), pp. 297-325.
cite-note-22. ↑ mwqgDomenico Musti. mwqwIl simposio, 2005, pp. 82-83.
cite-note-33. ↑ Kathleen Wider. mwrwWomen philosophers in the Ancient Greek World: Donning the Mantle. mwsaHypatia vol. 1, n. 1, primavera 1986. Parte delle sue argomentazioni si concentrano sul fatto che tutti gli studiosi che hanno messo in dubbio la storicità del personaggio fossero maschi, e molti di loro utilizzavano, quale base di partenza, l'incertezza espressa dal mwsqmwsgDictionary of Greek and Roman Biography and Mythology di mwswWilliam Smith, del 1870.
cite-note-encart-ant-44. ↑ citereftreccani-diotima-enciclopedia-dell-arte-anticaGemma Sena Chiesa, mwvamwvqDiotima, in mwvgEnciclopedia dell'arte antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.
Bibliografia
• mwwgNicola Abbagnano, mwwwStoria della Filosofia. I vol., Utet, 1994mwxa4
• Luis E. Navia, mwxgSocrates, the man and his philosophy, pp.mwxw 30, 171. University Press of America, 1985 ISBN 0-8191-4854-7.
• mwygDomenico Musti, mwywIl simposio, mwzaLaterza. Bari, 2005 ISBN 88-420-6246-4.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itDiotima, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaGemma Sena Chiesa, DIOTIMA, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.